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5 maggio 2021: Giornata Internazionale dell’Ostetrica

5 Maggio 2021

Ostretica oggi e ieri

Non mi vergogno di dire che prima di partorire la mia ignoranza mi portava a pensare che la figura dell’ostetrica fosse del tutto marginale nella vita di una mamma.

Oggi senza la mia ostetrica non muoverei neanche un passo verso il viaggio che è la maternità.

L’arte del far nascere è l’arte più antica al mondo.

Nel II d.C il medico Sorano di Efeso nel suo trattato di ginecologia ci racconta che l’ostetrica non doveva ne perdere la calma ne scoraggiarsi nei momenti critici, inoltre una brava ostetrica avrebbe dovuto avere:

un’istruzione di base, un certo grado di intelligenza, memoria, amore per il lavoro, discrezione, una sensibilità viva, robustezza, dita lunghe e affusolate, unghie tagliate corte

Nella societá romana in cui il dovere delle donne  era far nascere cittadini romani l’ostetrica era la figura di riferimento alla quale, nel bene e nel male, ci si rivolgeva anche nel  caso di gravidanza non desiderata.

Andiamo ora a scandagliare i resti archeologici tra Fiuminicino ed Ostia per vedere l’importanza delle ostetriche nell’antichità.

Siamo a Porto l’antica necropoli scoperta solo nel 1925 dove il fango del Tevere ha conservato intatte circa 200 tombe.

Incredibile è perdersi in un antico cimitero,  immerso nell’agro romano tra pini marittimi profumo d’erba e qualche amichetto che fa capolino.

L’ostetrica nell’antichità

Frequentemente sui sepolcri troviamo informazioni parentali, di ceto sociale o lavorative che ci raccontano i personaggi li ospitati.

Questo è il caso della tomba n 100, chiamata anche la tomba dell’ostetrica.

La Tomba dell’Ostetrica

La facciata realizzata da piccolini laterizi, si presenta con una porta d’ingresso sormontata da un architrave in travertino posta in posizione centrale, mentre sulla sommità tre rilievi che raccontano la storia dell’edificio.

Centralmente abbiamo l’iscrizione dove possiamo leggere la volontà Scribonia Attice di costruire per lei, suo marito Marco Ulpio Amerimmo e la famiglia il sepolcro.

L’ostetrica Scribonia Attice

Sui rilievi più esterni possiamo invece vedere i mestieri dei due sposi. A sinistra vediamo il marito, chirurgo di professione e intento a curare la gamba di un infermo.

Incredibile è notare gli strumenti del mestiere raffigurati appesi sulla parete del rilievo, ma per chiunque voglia approfondire il mestiere del chirurgo nell’antichità può visitare a Rimini la “casa del chirurgo” e vedere con i propri occhi le attrezzature dell’epoca.

A destra invece, troviamo il rilievo della nostra ostetrica intenta ad aiutare una donna, seduta sulla sedia gestatoria a mettere al mondo il suo bambino.

Chissà le sue mani quanti bambini avranno fatto venire al mondo?

La scena è semplice, immediata eppure colma di patos.

Al centro la partoriente seduta, con il ventre gonfio ed un asciugamano sulla testa per asciugarle il sudore. Alle sue spalle la levatrice la sorregge da sotto le braccia, aiutandola nel calibrare il respiro la conforta ricordandole la potenza del mettere a mondo un bimbo. In primo piano poi c’è lei Scribonia, seduta su uno sgabellino, con le mani indaffarate ad accogliere il piccolo, ma con lo sguardo verso si noi, ci fissa come a ricordarci che lei di nuove vite ne ha viste arrivate molte, ma ora non è più la sua ora.

Grazie, ostetrica!

Questo articolo lo dedico alla mamma che mi ha traghettato nel magico mondo della maternità: la mia ostetrica Anna Maria Gioacchino, grazie per tutto!

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